a couple holding hands while holding each other

DIMENSIONE CONIUGALE E DIMENSIONE GENITORIALE

La relazione di coppia è impostata su una molteplice connessione tra i partner, questo è naturalmente il frutto di una perfetta comunicazione tra le parti.

Due basilari relazioni di intesa sono quelle coniugali e genitoriali, entrambe contribuiscono a saldare ed a armonizzare il rapporto di coppia e la relazioni con la prole.

Se si crea uno squilibrio tra le due entità, le conseguenze posso essere molto spiacevoli.

La dimensione coniugale è quella deputata a definire ed a vivere in armonia il rapporto tra i due coniugi, privilegiando la loro intesa.

La dimensione genitoriale è quella deputata a definire l’abbraccio dei genitori con i loro figli.

Entrambe esprimono il bene familiare per eccellenza, ovvero un perfetto rapporto tra i partner / genitori e tra loro ed i figli.

Vorrei specificare che il rapporto tra i coniugi, dal mio punto di vista ha una certa precedenza, rispetto al rapporto tra genitori e figli.

infatti se tra i due partner sussiste una buona intesa, di conseguenza questa ” bontà ” si riversa verso i figli.

Infatti non si può dare ad altri ciò che non si possiede.

Sono i coniugi, infatti il nucleo principale della famiglia, dalla loro intesa si irradia il bene verso la prole.

Se l’intesa coniugale è in crisi, ecco che di conseguenza la dimensione genitoriale ne subisce le conseguenze.

In una recente esperienza di mediazione famigliare, mi sono trovato il caso di due giovani sposi che sono in via di separazione perchè tra di loro non è stata curata la loro dimensione coniugale, perchè è prevalsa la dimensione genitoriale, sembra strano ma è cosi.

Infatti il marito è un ottimo padre, cura i suoi bambini in forma eccellente, ma tutto questo ha portato a non vivere in pienezza il rapporto con la moglie, nel senso che la dimensione coniugale è passata in secondo piano, rispetto alla dimensione genitoriale.

Qualche cosa è successo, tra i due, che ha portato nell’arco di un paio di anni ad una crisi strisciante che va a concludersi con una effettiva separazione tra i coniugi.

Infatti malgrado abbia cercato di far emergere con delicatezza il nocciolo del problema, ovvero da dove è partita la crisi, mi sono accorto che entrambe le parti hanno abilmente evitato di esporsi, focalizzando solo un problema : la modalità di separazione, al ché non ho più percorso questo obiettivo.

Infatti , il focalizzare il  ” la “ che ha dato il via alla crisi coniugale, permette poi se la parti vogliono, di cercare di riconciliarsi mediante il balsamo del perdono, secondo la formula del Kintsugi, ovvero l’arte della riparazione e la ricostruzione del rapporto di coppia.

Ma questo non è stato il caso, pertanto l’altra via è quella di accompagnare le parti ad una civile separazione, vista la situazione insostenibile che oramai si vive in famiglia.

Infatti, sono diversi mesi che i due dormono in camere separate, non si parlano più, se non il necessario convenevole, il clima in casa è teso, ed i bimbi, 8 anni lui, 10 lei avvertono un certo disagio tra mamma e papà.

Il padre affettuosissimo, ha riversato da tempo, su di loro tutta la sua presenza ed affetto genitoriale, mentre nei confronti della moglie solo convenevoli rispettosi, ma nulla di più.

Quindi l’aspetto coniugale è completamente andato a spegnersi, per fortuna c’è rispetto, ma il dialogo è completamente interrotto.

In un incontro separato, è emerso un sospetto da parte del marito, verso la moglie, che ci sia di mezzo un altro, del resto la coppia è giovane 33 lui 29 lei, diventa difficilissimo reprimere certe pulsioni specie se insoddisfatte.

Tutto questo a causa di un interruzione della comunicazione tra i coniugi, una disconnessione empatica, intima, collaborativa,  ha portato alla crisi tra i coniugi con un epilogo che purtroppo è nefasto : la separazione.

Pertanto ecco che ribadisco la necessità nella coppia, che prevalga la dimensione coniugale rispetto a quella genitoriale, se tra i coniugi sussiste amore, ecco che i genitori lo trasmettono ai loro figli, se la radice è salda tutta la struttura familiare sta in piedi, la linfa amorosa si dirama verso i frutti del loro amore ed in quella famiglia si respira pace e concordia.

L’affetto verso i figli, senza una consolidata intesa tra i coniugi è come un bellissimo pacco regalo, senza… regalo !

Tutto parte da una comunicazione tra le parti, una comunicazione che crea connessione dialogica empatica e progettuale tra i partner, senza queste premesse basilari, la famiglia entra in un vortice pericoloso, nel quale se non si interviene con prevenzione, si rischia solo di accertarne la completa distruzione con conseguenze deleterie per tutti, specie per i figli, prime vittime di tutto questo cataclisma coniugale.

Ecco che se non si interviene in forma preventiva, la coppia entra in crisi e si sfalda.

Per evitare tutto ciò, ecco che la mediazione familiare può avere un effetto non indifferente, essa NON è da vedersi  SOLO, come un accompagnamento verso la separazione, evitando un modus vendicativo negli studi degli avvocati o in tribunale, imbracciando le armi della giustizia, ma una modalità, una opportunità per riprendere il dialogo, perdonarsi e riconciliarsi PRIMA che la crisi possa essere irreparabile.

Questa è dal mio punto di vista il vero valore della mediazione familiare, altrimenti essa è un mero sostituto di un azione legale che addolcisce la separazione tra due persone che si sono amate, che poi hanno deciso di odiarsi.

30 -12-2025  Rosario Dr. Ravanini